martedì 19 maggio 2015

La vergine nel ghiaccio - Ellis Peters (1982)

Più riguardo a La vergine nel ghiaccio
Ho iniziato a leggere le avventure di padre Cadfael da adolescente e sono rimasta affezionata a questo personaggio. Un po' come una medievalissima Jessica Fletcher, padre Cadfael si trova tra capo e collo una serie di omicidi, morti misteriose, furti e sparizioni non allontanandosi praticamente mai dall'abbazia di Shrewbury. 
Se fossi nei panni dell'abate un po' mi preoccuperei di tutta questa girandola di delitti, ma è il medioevo, la gente muore per un sacco di motivi...

A parte le sciocchezze, adesso, molto più che da adolescente, posso apprezzare il lavoro di ambientazione storica che sta dietro questa serie di libri. Sono costruiti come classici gialli ma sono inseriti in una credibilissima abbazia inglese medioevale sul confine con il Galles durante la guerra civile tra Re Stefano e l'imperatrice Matilde, cugini che vantano diritti sulla successione al trono d'Inghilterra.
La produzione è immensa e vengono ambientate, più o meno, due avventure l'anno dal 1137 al 1145. Così si può seguire l'alternanza delle stagioni, dei lavori e degli impegni in un'abbazia benedettina medioevale oltre che, ovviamente, godere del mistero e delle indagini di un monaco curioso e non digiuno di vita secolare.

Volendo proporre tutta la serie, ho scelto questo libro in tutta la produzione (in questo momento sono alla rilettura della dodicesima indagine su venti libri pubblicati) perché tra tutti é quello che mi ha divertito e avvinto di più. Il punto di partenza è la scomparsa di una giovinetta e del suo giovane fratello durante il saccheggio di Worcester. Il loro tutore è appena tornato dalla Palestina e, essendo seguace dell'imperatrice, non può cercare liberamente i suoi protetti nei territori di Re Stefano senza rischiare l'arresto. A complicare il tutto viene trovato il cadavere di una giovane in un torrente gelato, da qui il titolo del libro (sorprendentemente coerente con il titolo originale e non un'invenzione come capita più spesso di quel che si crede.).

Attorno a questi due ragazzi e alla giovinetta morta girano un altro paio di personaggi cruciali per la storia. Uno è un monaco benedettino trovato bastonato quasi a morte e assiderato e l’altro è un misteriosissimo giovane che accompagna la ragazza e poi scompare più volte. Quello che però tiene davvero con il fiato sospeso è la costruzione davvero ingarbugliata dell’intreccio perché i personaggi si ritrovano e si perdono più volte nella storia e spesso si rimane in attesa della svolta giusta per le sorti di questi giovani innocenti, colpevoli forse solo di essere coraggiosi e un po’ avventati. Quello che lascia un po’ perplessi, ma forse è coerente con questo apparire e sparire continuo dei ragazzi, è che sembra che l’autrice non riesca a gestire in scena più di tre personaggi alla volta perché, come un orologio svizzero, quando ne appare uno, subito dopo puoi aspettarti che un altro scompaia.

La lettura scorre piacevolmente e si può apprezzare sia il lavoro di ambientazione storica che del paesaggio; le descrizioni dell’abbazia che muta con il cambiare delle stagioni provoca quel senso di meraviglia che fa nascere lo scorrere del tempo su un viso noto. È sempre la stessa abbazia, eppure ha sempre qualcosa di diverso.

Un’altra cosa che mi piace molto in questa serie è il reale scorrere del tempo: mutano le vicende storiche, di cui siamo sempre aggiornati perché il principale alleato nel mondo secolare di Cadfael è Hugh Beringan, vice sceriffo e poi sceriffo della contea, leale sostenitore di Re Stefano; mutano anche i novizi e gli aiutanti di Cadfael che cambiano perché partono per il mondo dopo essersi nascosti nell’abbazia, perché seguono la loro chiamata ultraterrena, perché vengono adibiti ad altri compiti, di cui il monaco ha sempre un ricordo affettuoso; cambia lo stesso Cadfael che necessariamente invecchia e che si scopre sempre più saldo della sua scelta di entrare in convento… nonostante la vita gli offra delle sorprese inaspettate, soprattutto in questo libro!

In conclusione questa seria non mi ha deluso nemmeno dopo la prova degli anni. Ho trovato i personaggi ancora freschi e vivi inseriti in un ambiente che è esso stesso personaggio perché è spazio circoscritto d’azione e nel contempo influenza le vicende.


Consiglio di lettura: a chiunque sia appassionato di gialli all’Agatha Christie e di ambientazione storica medioevale. E poi sono taaantissimi! Tengono un sacco di compagnia (al punto che io non riesco a limitarmi a uno e ne leggo almeno tre di seguito prima di staccarmi a forza!). 

E io cosa leggo adesso?