giovedì 17 ottobre 2013

Il dio delle piccole cose - Arundhati Roy (1997)

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Ho rimandato la lettura di questo libro una quantità di volte quasi imbarazzante perché avevo la tipica sensazione di ripulsa davanti ad un libro estremamente famoso-famigerato-chedeviassolutamenteleggere... peccato!
Decisamente peccato per me, perché è stata una lettura davvero commovente e che mi ha catturato come pochi libri hanno fatto ultimamente.
L'attacco, le prime pagine, sono un po' ostiche perché seguono la linea di pensiero di due fratelli gemelli ormai adulti, che si ritrovano e ripensano al loro passato e ai motivi e ai fatti che li hanno separati. Bisogna saper resistere e farsi scorrere addosso quella sensazione di realismo magico e di saga familiare che richiama La casa degli spiriti o Cent'anni di solitudine...
Eh già... nella mia lettura supponente e prevenuta ho pensato pure "ecco qui un'altra serie di sfighe in una famiglia super speciale!"... deve essere un periodo un po' acido della mia vita, mi sa. E invece, ecco qui a stupirmi con effetti speciali uno racconto che è pura poesia, che parla d'amore - di qualsiasi tipo d'amore - e negazione e di follia e di come l'amore ti faccia diventare coraggiosa come un leone e la mancanza d'amore inaridisca ogni umanità. Tutto descritto con freschezza di emozioni e di immagini.
Il libro è assolutamente da leggere e non perché è un libro che tutti conoscono, ma perché il lento dipanarsi degli eventi, la tragedia che viene ricordata ma non spiegata fino alla fine, le motivazioni dei personaggi che prendono corpo e vita via via che la lettura avanza, la potenza e il fulgore di certe descrizioni che lasciano senza fiato, l'apparizione di un'India non più inedita, ma che ha un cuore pulsante di contraddizioni e di misteri, tutto questo, insomma, mi ha tenuto sveglia la notte per poter continuare a leggere ancora qualche pagina e poi qualche altra pagina ancora... e questo per me è il metro di giudizio principe per farmi amare un libro.
Buona lettura a voi, ma io cosa leggo adesso?



venerdì 4 ottobre 2013

Nella terra del mito - Dario e Lia Del Corno (2001)

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Giustamente cazziata da un'amica, sono andata a controllare la date dell'ultima pubblicazione... Oddei! TRE SETTIMANE FA! Ehm, non ci sono scuse che tengano (sebbene io ne abbia a bizzeffe... lavoro dopo oltre un anno di inattività, una casa che non si sistema da sola, la vita... le cavallette!!! Ok, le cavallette, no... ma qualche bestiola strana per casa, sì!) quindi eccomi qui di nuovo a prendermi un po' di tempo per le mie amate letture.
Nella terra del mito mi ha colpito da molti punti di vista. Innanzitutto è una raccolta di miti dell'Antica Grecia e già questo mi appassiona, ma il quid che fa davvero la differenza è la struttura su cui questa mitologia è stata montata. Il filo conduttore non è quello dinastico o per tematiche, bensì geografico. I miti vengono raccontati per regioni della Grecia e quindi, qualcosa che poteva essere materia per noiosissime lezioni di epica o versioni di greco, diventa una guida particolareggiata per un viaggio tutto da organizzare.
Lo stile è leggero, anche se Dario Del Corno è autore di antologie e storie della letteratura greca, che di solito non sono libri che brillano per frizzante glamour, le regioni di interesse vengono introdotte da un piccolo episodio tratto dai loro viaggi e dalla loro esperienza, regalando la sensazione di essere lì con loro, seduti magari su un masso, davanti le rovine di un tempio o di un teatro a farsi raccontare dalla loro viva voce le vicissitudini di eroi e semidei.
Un consiglio di lettura per qualsiasi insegnante voglia o debba spiegare i miti greci ai ragazzi!
Una piacevolissima lettura per tutti quelli, come me, a cui è caro l'Olimpo.

E io cosa leggo adesso?


EDIT: se non stessi già leggendo altro, questo sarebbe un ottimo consiglio di lettura!